Economia del calcio

Come funziona il giro di denaro nel calcio

  • 27 Giugno, 2026
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Quando parliamo di calcio, ormai, non ci si può fermare esclusivamente sull’aspetto sportivo ma è necessario allargare la conoscenza all’intera industria di questo sport. Con questo non voglio dire che per dare una propria opinione su un gol, esultare per il risultato della propria squadra del cuore ed emozionarsi per un trofeo vinto è importante conoscere come gira il denaro nel calcio; però se si vuole avere una panoramica a trecentosessanta gradi su questo sport, avere delle conoscenze sull’aspetto economico/finanziario ti aiuta a capire le scelte di alcuni dirigenti.

È anche vero che, se si guarda il calcio come un’industria, il rischio concreto è di perdere il fascino genuino di questo sport, sempre più legato ai freddi numeri e meno alle emozioni o alle scelte di cuore.

D’altronde il calcio genera sempre più miliardi di euro in Italia, in Europa e nel mondo, coinvolgendo società, federazioni, leghe nazionali ma anche aziende/sponsor, brodcaster, procuratori (e intermediari), giocatori e professionisti vari che si sono aggiunti nel corso degli anni come le figure del match analyst o il mental coach, giusto per citare due tipologie di professionisti non presenti nel calcio fino a qualche anno fa.

Il calcio inoltre è sempre più legato a questioni economiche come ingaggi, costi di gestione e plusvalenze, portando i club a trovare nuove soluzioni per aumentare i ricavi da diritti tv, merchandising, sponsorizzazioni e biglietteria.

Per questo motivo, se vuoi capire il calcio sia da tifoso che da professionista, devi iniziare a vedere l’aspetto economico/finanziario come un elemento centrale di questo sport. Tante scelte – se non tutte – sono ormai influenzate dal denaro.

Le principali fonti di ricavo nel calcio

Se vuoi approfondire il mondo del calcio dal punto di vista economico, uno dei primi punti da conoscere è quello di capire come guadagnano i club, quindi le fonti di ricavo delle società calcistiche, che si possono raggruppare in tre, massimo quattro voci:

  • Diritti TV
  • Sponsor
  • Stadio
  • Merchandising

I ricavi dei club dai diritti tv

In Italia una delle principali fonti di guadagno dei club è quella dei diritti televisivi. Ogni 3/5 anni i vari broadcast (le tv, per dirla in maniera più semplice) partecipano ad un’asta per l’acquisizione di diversi pacchetti messi a disposizione dalla Lega Calcio (nel caso della Serie A) e gran parte del ricavato viene poi distribuito alle società a seconda di determinati criteri che tengono conto del risultato sportivo stagionale e storico, del bacino di utenti, degli spettatori allo stadio, del minutaggio dei giovani e una parte – al momento della pubblicazione di questo articolo, il 50% – in parti uguali.

Le società che partecipano alle competizioni europee, mettono in cassa anche ricavi legati ai diritti tv dei match delle coppe e premi UEFA. Soprattutto per che partecipa alla Champions League, si tratta di cifre sostanziose.

In ogni caso, con o senza coppe europee, la voce “diritti tv” è quella che porta più soldi nelle casse dei club di Serie A, spesso diventa una fonte vitale per la sopravvivenza delle società. Il discorso cambia invece per le società di Serie B e Serie C, che incassano una cifra irrisoria.

I ricavi dei club tramite gli sponsor

Un’altra importante fonte di ricavi per le società italiane è quella degli sponsor, che nei bilanci troverai spesso sotto il termine “ricavi commerciali”. All’interno di questa voce rientrano tutti gli accordi con le aziende che investono nella società calcistica per apparire nella maglia, nel kit di allenamento, nei led a bordo campo, sui social e anche nel nome dei centri sportivi e/o dello stadio.

Ci sono anche sponsor che hanno poca/meno visibilità ma che stringono accordi di diversa natura. È il caso dei partnership dove l’azienda mette a disposizione il proprio prodotto. Hai mai sentito parlare, per esempio, di partner istituzionale o automotive partner? Prendiamo il caso dell’automotive partner, l’azienda mette a disposizione un parco auto per i giocatori.

Ci sono diversi motivi che spingono un’azienda a diventare partner di una società calcistica: il raggiungimento dei tifosi, l’aumento della notorietà del brand e/o la valorizzazione del brand tramite il prestigio e l’immagine che garantisce il club. Più un club è noto ed importante, più è facile strappare contratti economicamente importanti.

Il valore di una sponsorizzazione dipende da diversi fattori. Quello che influenza maggiormente l’aspetto economico è la tipologia di accordo. Vale di più posizionare il logo dell’azienda per una stagione intera nella maglia ufficiale della squadra piuttosto che inserirlo nei led pubblicitari nelle gare casalinghe.

Le sponsorizzazioni di una società di calcio si dividono in:

  • Sponsor tecnici
  • Sponsor principali
  • Partnership con brand
  • Top e premium sponsor
  • Supporter

Ogni società ha uno sponsor tecnico, ossia un brand di abbigliamento che fornisce kit di gara, di allenamento e tutto il materiale necessario per “vestire” i calciatori. Per dirla in parole povere, si tratta di aziende come adidas, Nike, Puma, giusto per citare i più famosi a livello mondiale.

Per sponsor principali invece intendo quelle aziende che hanno deciso di investire per apparire nella maglia ufficiale di gara della squadra: main sponsor (logo azienda posizionato al centro della maglia), back-of-shirt sponsor (logo azienda posizionato sotto al numero di maglia) e sleeve partner (logo azienda posizionato sulla manica).

Delle partnership con brand ho parlato poco sopra, quando ho fatto l’esempio dell’automotive partner. Completano il quadro Top e Premium sponsor (in ordine di importanza) ed infine i Supporter (non sono i tifosi, ma sono aziende/sponsor che aiutano il club con investimenti più contenuti).

I ricavi dei club da stadio

In Serie A un’altra voce importante legata ai ricavi annuali è quella sugli stadi. E per ricavi da stadio si intendono gli incassi che un club riesce ad ottenere da abbonamenti, biglietteria e in generale dal matchday. Insomma, tutto ciò che riguarda – appunto – lo stadio.

In Italia la maggior parte degli stadi vive solo durante le gare casalinghe. Raramente vengono sfruttati sette giorni su sette. Di fatto ci sono enormi margini di miglioramenti sui ricavi da stadio.

Quindi cosa comprende il matchday (ossia l’unica fonte di guadagno nella stragrande maggioranza degli stadi italiani)?

  • Biglietteria
  • Hospitality (si tratta di un’area esclusiva che permette di godere di una esperienza di alto livello durante la partita: tra i benefit ci possono essere posti a sedere privilegiati, catering prima e dopo gara, Sky Box e parcheggi riservati)
  • Parcheggi e/o servizi extra (per esempio i bar all’interno dell’impianto)

I ricavi da stadio dipendono da diversi fattori, come la capacità dello stadio e il prezzo dei singoli biglietti. È chiaro che una partita di cartello porterà sicuramente più denaro nelle casse societarie rispetto ad una gara meno sentita da parte dei tifosi, pur ipotizzando un sold-out per entrambi i match. Il costo degli biglietto per la gara di cartello costerà sicuramente di più.

Nei progetti per la realizzazione di nuovi impianti, proprio per aumentare i ricavi da stadio, sono presenti ampi spazi commerciali e di ristorazione, ma soprattutto grandi aree dedicate all’hospitality (perché garantiscono un buon ritorno economico).

I ricavi dei club dal merchandising

Infine, la quarta fonte di guadagno è quella legata al merchandising e dalle licenze. Più il club è importante e più la cifra da mettere a bilancio su questa voce è interessante.

In questa voce rientrano tutti gli incassi legati alla vendita di maglie ufficiali, kit di allenamento e accessori vari, compresi gadget e oggetti da collezione. Non sempre l’intero ricavato va alle società, dipende sempre dal tipo di accordo siglato con lo sponsor tecnico (per quanto riguarda maglie e kit ufficiali) e dal produttore di gadget e oggetti vari.

Anche la cessione delle licenze per prodotti esterni porta denaro nelle casse dei club. L’esempio più facile è relativo ai videogiochi. Le società cedono la propria licenza, per esempio, a Football Manager o a EA Sports FC. In alcuni casi si cede la licenza in esclusiva ad un videogioco e questo porta maggiore introito ma una minore visibilità negli altri videogiochi; ti sarà capitato di vedere nomi di squadre completamente inventati. Questo è dovuto proprio all’assenza della licenza.

Altri ricavi dei club

Non posso non inserire, tra le fonti di ricavo anche la gestione dei calciatori in uscita, ossia le cessioni, soprattutto quelli che garantiscono plusvalenze al club.

I principali costi di un club di calcio

Dopo aver visto le principali voci di ricavi delle società di calcio, è giusto parlare anche dei costi. Il costo del personale – tra ingaggi dei giocatori, allenatori, staff e stipendi dei dipendenti delle società – è la voce più rilevante in tutti i club di Serie A (e non solo!). Non è un caso che, negli ultimi anni, i parametri più stringenti sui controlli dei bilanci in UEFA e FIGC siano legati al rapporto tra monte ingaggi e ricavi.

Tra gli altri costi troviamo gli ammortamenti e le svalutazioni dei calciatori. A tutto ciò si aggiungono – tra le più importanti – le spese per la manutenzione degli impianti e dei centri sportivi, delle trasferte e dell’organizzazione delle gare casalinghe, per le commissioni per agenti e intermediari e gli investimenti per il settore giovanile.

Come il giro di denaro influenza il calciomercato

Il giro di denaro nel calcio ha una importante influenza, nel bene o nel male, sulle strategie di calciomercato delle società. I club infatti devono rispettare alcuni paletti imposti dalla Lega Calcio e FIGC per ottenere l’iscrizione e per avere carta bianca in sede di mercato.

Avrai sicuramente letto di società costrette a rimanere ferme in una o più sessioni di mercato oppure – più probabile – costrette ad effettuare una sessione di calciomercato a saldo zero. Cosa vuol dire a saldo zero? Un club non può spendere nell’acquisto di nuovi calciatori più di quanto incassa dalle cessioni. Questo capita quando non vengono rispettate determinate condizioni sul costo lavoro (la spesa legata a ingaggi e stipendi vari) in rapporto al fatturato.

Quindi come viene influenzato il calciomercato dal giro di denaro? Sicuramente maggiori sono i ricavi e più possibilità avrà un club di acquistare giocatori più costosi, garantire ingaggi più alti e investire anche sui giovani; al contrario se un club ha pochi ricavi sarà limitato negli investimenti per l’acquisto di nuovi calciatori e sarà costretto a cedere uno o più pezzi pregiati per finanziare il mercato in entrata.

Ogni operazione di mercato è studiata nei minimi dettagli, a partire dalla formula del trasferimento fino alla durata del contratto. Un anno di contratto in più al giocatore, per esempio, permette al club di ammortizzare meglio un investimento.

Quando leggi le cifre di una operazione di mercato, non fossilizzarti troppo su quel numero. Raramente infatti un club paga cash la cifra per l’acquisto di un calciatore. Dal punto di vista finanziario infatti, la cifra viene pagata spesso in più rate, mentre dal punto di vista economico l’impatto sarà diverso perché verrà calcolato l’ammortamento.

Perché i tifosi devono sapere come gira il denaro nel calcio

Lo so, il bello del calcio è il romanticismo che si porta dietro, la gioia per le vittorie e anche la delusione per le sconfitte. Ciò che ci avvicina a questo sport è il risultato sportivo e/o l’emozione che si prova guardando le giocate dei nostri idoli. Ma dovrai abituarti sempre più ad uno sport più legato all’aspetto economico e meno al sentimento.

Conoscere gli aspetti economici del calcio ti permetterà di capire meglio le scelte dei dirigenti, anche quelle che sembrano senza senso e logica. Questo non vuol dire che non dovrai “disprezzare” determinate scelte, ma puoi farlo con maggiore consapevolezza, analizzando oggettivamente una operazione di mercato o un cambio di allenatore improvviso o un rinnovo di un giocatore che non ha visto campo per un intero anno.

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