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Come si valuta il prezzo di un calciatore sul mercato
Parto da un presupposto: dare un valore o un prezzo secco ad un calciatore è pressoché impossibile. Mi spiego. Ci sono tanti siti/portali calcistici che inseriscono un ipotetico prezzo di mercato all’interno della scheda di ogni giocatore, ma non per forza corrisponde al reale valore di quell’atleta. Per farla breve: il prezzo del calciatore viene deciso dalla società che ha in mano il suo cartellino. Questo prezzo può dipendere da diversi fattori, che poi approfondirò, ma non segue una scienza esatta. Due club possono valutare un calciatore con cifre differenti, pur avendo le stesse identiche caratteristiche e gli stessi fattori che condizionano il prezzo degli atleti.
I motivi possono essere differenti e all’interno di questo articolo proverò ad analizzare tutti i fattori, tutte le varianti e le situazioni che possono condizionare il valore/prezzo di un calciatore.
Capire come e perché vengono valutati i calciatori ti permette di capire meglio il calciomercato, conoscere in anticipo – non sempre! – le possibili mosse dei club e poter analizzare più lucidamente, non con gli occhi del tifoso, le decisioni prese dalle società.
Transfermarkt non è la Bibbia
Ti parlo da fruitore del portale Transfermarkt, una miniera d’oro per quanto riguarda le informazioni, i dati e le statistiche di club e calciatori. Ma troppo spesso si fa affidamento alle sue valutazioni dei calciatori per situazioni delicate come le plusvalenze o anche solo per impostare discorsi sul valore tecnico di un calciatore. Niente di più sbagliato.
Come tutti i portali calcistici, anche Transfermarkt, non ha in mano il potere di decidere il prezzo di vendita di un calciatore. Il valore che vedi nelle schede dei calciatori sono frutto di un algoritmo che prende in considerazioni diversi fattori. Fattori che possono anche coincidere con quelli utilizzati dai club per dare una valutazione, con la differenza che subentrano anche situazioni “umane” o di bilancio. Per fare un esempio rapido rapido: Trasfermarkt non può inserire nell’algoritmo del valore di un giocatore, la necessità di far cassa di un club o di registrare una plusvalenza entro fine stagione per evitare guai con la UEFA, anche perché a volte sono situazioni che si creano da un giorno all’altro.
I fattori chiave nella valutazione di un calciatore
Provo ad entrare più in profondità e analizzare il metodo con cui i club stabiliscono la valutazione (di massima) di un calciatore. È chiaro che, se una società non è intenzionata a cedere un calciatore, non ci possono essere fattori che stabiliscono il suo prezzo o comunque il prezzo rischia di essere totalmente fuori mercato. Chi ha in mano il cartellino di un giocatore, alla fine, stabilisce il prezzo che più gli aggrada.
Quali sono quindi i fattori per stabilire il prezzo/valore di un calciatore? Ecco un elenco che poi andrò ad approfondire:
- Età e prospettiva di crescita
- Qualità tecniche e posizione in campo
- Condizione fisica
- Status
- Rendimento ultima e/o ultime stagioni
- Situazione economica del club e lega nazionale
- Ingaggio e clausole presenti nel contratto
Età e prospettiva
Sicuramente quello dell’età è uno dei fattori più importanti per provare a stabilire un valore oggettivo di un calciatore. Per una questione di prospettiva, di lunghezza di carriera ancora davanti a sé e possibilità di cederlo ad un prezzo maggiore rispetto a quanto è stato pagato, l’età ha un peso importante.
D’altra parte un calciatore con una età avanzata garantisce esperienza e maturità calcistica, ma nel calcio moderno molto attento ai bilanci e alle situazioni economiche ciò può condizionare il suo valore. Ad eccezione di alcuni casi, soprattutto in Inghilterra e Arabia Saudita (dove i soldi sembrano spuntare dagli alberi), rischia di diventare più costoso acquistare un 18-20enne di grandi prospettive rispetto ad un over 30 di livello superiore ma ormai difficilmente vendibile a cifre importanti dopo due/tre stagioni.
Qualità tecniche e posizione in campo
Naturalmente, mi sembra banale dirlo, più un giocatore possiede delle qualità tecniche importanti più è alto il suo valore. Considera che nell’era moderna, anche nel ruolo del portiere si va sempre più alla ricerca dell’estremo difensore capace di giocare con i piedi – a costo di sacrificare qualità tra i pali -, per garantire alla squadra più soluzioni tecniche nell’uscita dal basso con palla al piede.
Nello stesso tempo anche la posizione in campo è un fattore per determinare il valore del calciatore. Un tempo questo aspetto era quasi un mantra: un difensore non poteva neanche sfiorare la valutazione di un attaccante. Negli ultimi dieci/quindici anni il prezzo dei difensori è salito vertiginosamente; ma l’attaccante o il centrocampista di qualità è ancora quel tipo di ruolo che fa sognare i tifosi e di conseguenza porta ad un aumento del loro valore.
C’è anche da considerare i periodi. Se in un determinato momento è difficile trovare terzini mancini di qualità, il valore di questi ultimi – quelli davvero bravi – è destinato a schizzare alle stelle. È la legge del mercato.
Condizione fisica
Quanto può valere un calciatore dalle qualità tecniche straordinarie ma dal fisico troppo fragile? Non tanto. I club non possono permettersi investimenti eccessivi per giocatori che possono, sì, fare la differenza ma per poche partite l’anno a causa dei continui infortuni.
Questi calciatori in certi casi possono diventare un affare, in altri un vero e proprio flop. Diventa affare quando il calciatore vive una stagione da protagonista, con infortuni limitati (vuoi per il clima della nuova città, vuoi per la capacità di staff medico e tecnico di gestire la condizione fisica); al contrario, diventa un flop quando gli infortuni continuano a condizionare la sua presenza in campo, costringendo lo staff tecnico a trovare continuamente alternative.
Status e rendimento
Se un giocatore ha raggiunto uno status di livello internazionale, il suo valore è sicuramente condizionato (positivamente). Mi spiego: un calciatore avanti con l’età, ma con alle spalle una carriera vincente, sempre al top, può avere un prezzo o valore di mercato ancora decisamente importante.
Un fattore che condiziona il prezzo di un calciatore è anche il rendimento recente (ultima stagione). Non è raro trovare casi di calciatori acquistati per cifre importanti, che vengono totalmente svalutati nel giro di sei o dodici mesi. Uno dei casi eclatanti è quello di Arthur alla Juventus, acquistato dal Barcellona (in una sorta di scambio con Pjanic) per circa 80 milioni, valutazione che non ha mai più toccato in carriera. I bianconeri pur di non inserire una minusvalenza a bilancio, ha provato a rilanciarlo con una serie di prestiti senza fortuna.
Dove gioca e situazione economica del club
Il prezzo di un calciatore può essere condizionato anche da campionato disputato. Solitamente un calciatore che gioca – per esempio – in Serie B, vale meno di un calciatore che gioca in Serie A. Naturalmente in linea di massima, anche perché, è bene ricordarlo, il prezzo lo fa la squadra che ha in mano il cartellino del calciatore che potrebbe anche ipervalutare un atleta perché non interessato a cederlo.
Di conseguenza, anche la situazione economica di un club diventa un fattore. Un club stabile finanziariamente e senza paletti imposti da FIGC o UEFA, può giocare al rialzo nella valutazione di un calciatore, soprattutto se non intenzionato a privarsi delle sue prestazioni. Al contrario una situazione economica disastrata, con dirigenti costretti a cedere elementi della rosa per far quadrare i conti, potrebbe portare ad una svalutazione del giocatore. In quel caso il club avrebbe poche armi per giocare al rialzo e potrebbe accontentarsi di una cifra oggettivamente non corretta rispetto al reale valore del calciatore.
Ingaggio e clausole presenti nel contratto
Chiudiamo con gli aspetti contrattuali dei calciatori, che possono influenzare positivamente o negativamente il valore del suo cartellino. Un calciatore con un alto ingaggio vedrà ridursi le opzioni a sua disposizione in caso di cessione, di conseguenza il club che ha in mano il suo cartellino potrebbe optare anche offerte inferiori rispetto al “valore sul mercato” pur di liberarsi dell’atleta.
Anche le clausole presenti nei contratti possono fare la differenza. Per esempio la presenza di una clausola di rescissione garantisce al calciatore un valore massimo per il suo cartellino: spesso le cifre inserite nelle clausole sono irraggiungibili, altre volte invece sono pari se non inferiori al possibile valore di mercato del calciatore. Altre clausole che diventano fattori per il prezzo di un giocatore sono – per esempio – le percentuali sulla futura rivendita garantita ad una precedente società. Giocatore X viene acquistato da un club per TOT milioni più una percentuale sulla futura rivendita. Quando questo club valuterà la cessione del Giocatore X, dovrà considerare anche la percentuale che dovrà poi versare alla sua ex società, di conseguenza il prezzo potrebbe aumentare.
Perché serve capire come vengono valutati i calciatori
Spero sia chiaro, quindi, che Transfermarkt può aiutarti a conoscere in linea di massima il valore di mercato di un calciatore, ma ciò non corrisponde sempre alla realtà dei fatti. Il costo effettivo di un trasferimento infatti dipende da tantissimi fattori esterni. Non è raro trovarsi davanti ad operazioni di mercato che ci sembrano irrealistiche in confronto ad altre che invece appaiono più oggettive: ciò dipende sempre dalla situazione dei due club, dal calciatore (che può spingere per il trasferimento in un club, togliendo potere di trattativa alla società che sta cedendo il giocatore) e da tante, troppe, situazioni (economiche, sportive, personali).